Roma: soccorso dal 118 per un malore in palestra, muore a casa dopo due ore

Si era sentito male in palestra, ma gli operatori Ares 118 lo avrebbero rassicurato sulle sue buone condizioni di salute. Ma dopo due ore l’uomo è morto nella sua abitazione. La procura ha aperto un’inchiesta dopo la denuncia dei familiari.

Si era sentito male lo scorso giovedì 28 dicembre, alla 11 di mattina, presso il centro sportivo Vigor, a Roma. Un forte dolore al petto, mentre eseguiva alcuni esercizi ginnici. Così Valerio Gazzelloni, 38 anni, star di Instagram (dove era seguito da 5.000 followers appassionati dei suoi disegni), era stato subito assistito dai gestori della palestra, che avevano chiamato immediatamente il 118.

Al loro arrivo, però, come riporta il Corriere della Sera, i soccorritori lo avrebbero solo rassicurato, affermando che in realtà si trovava in buone condizioni di salute, che era soltanto un po’ affaticato per lo stress tra il lavoro e le feste di fine anno, che non doveva preoccuparsi e che era meglio per lui andare a riposarsi un po’.

Valerio avrebbe accettato il consiglio dei soccorritori ed è tornato a casa. Dove, purtroppo, è morto dopo due ore. Alle 13:30, infatti, Gazzelloni si è sentito di nuovo male. I familiari hanno allertato nuovamente i soccorsi, ma al loro arrivo, stavolta, gli operatori del 118 hanno potuto constatare solo la sua morte.

Gli affetti di Valerio, distrutti dal dolore, hanno sporto denuncia ai carabinieri e la Procura ha aperto un’inchiesta sulla sua morte. Già, perché secondo loro, gli operatori potrebbero aver sottovalutato il malessere che ha colpito il 38enne in palestra, tanto da lasciarlo libero di andare a casa senza verificare adeguatamente che ci fossero le opportune condizioni per farlo.

L’autopsia sarà disposta nelle prossime ore.

Alessio Biondino

Fonte: Corriere della Sera

Una risposta a “Roma: soccorso dal 118 per un malore in palestra, muore a casa dopo due ore”

  1. Un infarto spesso è silente in genere una sintomatologia del genere è sempre accompagnata da ricovero ed esami con monitoraggio…ma spesso anche questo non serve a salvare una persona da capricci cardiaci

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