Rifiuta il soccorso: “Non posso andare all’ospedale, ho mia moglie sola a casa inferma”

Un signore anziano che cade a terra e che si ferisce il viso. Forse si rompe il naso. Ma rifiuta le cure dell’ambulanza e scappa via, scusandosi e ringraziando i presenti per l’aiuto ricevuto: in casa c’è sua moglie inferma che lo aspetta…

Un post su Facebook… di quelli che fanno riflettere e commuovere. E che, inevitabilmente, diventano virali. È apparso ieri, sulla pagina dell’Agenzia media/stampa Caffeina. E, in poche righe, è riuscito a raccontare una storia lunga una vita.

Un signore di circa 80 anni è di ritorno dal mercato. La sua andatura è claudicante, tipica di chi è affetto dal morbo di Parkinson. Morbo che, per chi non lo conosce bene, non fa solo “tremare le mani”… ma può anche causare degli improvvisi “blocchi” motori; per cui durante la marcia, ad un certo punto, chi ne è affetto non riesce più a staccare i piedi da terra. Sembrano incollati al terreno. E si perde l’equilibrio.

A quel signore, con la busta della spesa in mano, probabilmente succede proprio questo. Fatto sta che cade rovinosamente a terra, sbattendo con violenza il viso sull’asfalto. I passanti accorrono subito, lo aiutano a rialzarsi, cercano di tamponare il sangue che gli sgorga dal naso e da uno spacco che si è procurato sulla fronte. Chiamano i soccorsi.

Ma lui è agitato, vuole andare via. Non può proprio trattenersi, a suo dire. Forse è confuso, magari la botta è stata più forte di quello che sembra. I presenti provano in tutti i modi a tranquillizzarlo e in parte ci riescono, almeno fino all’arrivo dell’ambulanza.

Ma l’uomo fa subito capire ai soccorritori di avere fretta, nonostante questi lo invitino a calmarsi e a seguirli presso il più vicino nosocomio, visto il forte trauma al volto. C’è bisogno di ulteriori indagini, gli dicono. Ma lui non vuole sentire ragioni: rifiuta le cure, firma la prassi del soccorso, si scusa e sale il più “velocemente” possibile sul bus, rischiando di cadere di nuovo.

“Non posso andare all’ospedale, ho mia moglie sola a casa inferma!” , tuona, mentre saluta i presenti dal mezzo pubblico e li ringrazia, con un abbozzo di sorriso, prima che si richiudano le porte.

E a quel punto… Silenzio. Tra i soccorritori, tra la gente e in ogni cuore. Tanta commozione nel vedere quell’uomo solo, di quell’età e in quelle condizioni, senza alcun aiuto, che pone dinanzi a sé stesso la salute della donna che ama… fregandosene della propria.

Un eroe silenzioso, che purtroppo non fa notizia. Ma che ci ricorda, in un periodo storico in cui sembra che tutti i maschi siano impazziti, chi e cosa sia un uomo vero.

Un uomo vero.

Alessio Biondino

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