La staffetta dei Carabinieri salva un bambino di 5 anni!

Era una domenica quando……un incidente in bicicletta… un manubrio si “infila” nella pancia del bambino di 5 anni…le grida e la richiesta di aiuto!
La mamma… un’infermiera, si rende conto della gravità della situazione e porta il bambino presso il pronto soccorso di Formia: “Dono Svizzero”.
Arrivati però in ospedale hanno 2 due scelte:
1) Trasferire il bambino a Roma per un’operazione urgente, ma con il grave rischio di non fare in tempo
2) Operarlo in ospedale ma aspettando il chirurgo reperibile.

Subito un consulto telefonico con il chirurgo che non ci pensa due volte e fa  preparare la sala operatoria….ma c’è un problema!

E’ una domenica di Settembre e c’è tantissimo traffico al mare dove si trovava il medico…

L’intervento dei nostri eroi:
Allora subito il medico chiede aiuto all’arma dei Carabinieri, ed il comandante della caserma, Salvatore Capasso, fa chiamare la volante più vicina per scortare il medico Vincenzo Viola presso l’Ospedale, che arriva in un tempo record di 12 minuti!
Il bambino intanto risulta avere la milza spappolata e l’addome con una forte emorragia!

Una storia fortunatamente finita bene, grazie al tempestivo intervento dell’arma dei Carabinieri ed al personale sanitario dell’ospedale, che sono riusciti a salvare il bambino e che presto potrà tornare a giocare con la sua bicicletta!

Una storia bellissima e piena di collaborazione per il bene primario che è la Vita!

Continuate a salvare Vite!

By Lorenzo
Staff CSE

Malore al Volante, salvato da 2 Eroi!

Era il 9 settembre quando….Nel mentre era a casa, un signore di 55 anni, ha avuto un malessere e ha deciso di salire in macchina ed andare (con la moglie a fianco), verso il Pronto Soccorso….
Ma ad un certo punto perde i sensi e la macchina finisce contro lo spartitraffico… subito l’automobilista dietro di lui ed un passante si sono accertati delle condizioni delle due persone in macchina, ed è qui che inizia l’efficacia della cultura del primo soccorso!
I due verificano che il guidatore ha perso i sensi e che ora non sta respirando, allora lo tirano fuori dalla macchina e mentre il primo inizia il massaggio cardiaco, il secondo chiama il 112 per attivare la Catena della sopravvivenza!

Dopo pochi minuti di massaggio cardiaco, ma essenziali per mantenere il cervello ossigenato, è arrivata l’ambulanza della croce rossa di Vegevano e l’automedica, che una volta averlo stabilizzato lo hanno portato in codice rosso presso il Pronto soccorso del policlinico di San Matteo.

Un altra bella notizia per rilevare quanto è importante la diffusione della cultura del primo soccorso!

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

Defibrillatori fantasma!

Ehi, Sai quanti defibrillatori ci sono in Italia? e nella tua regione? è nella tua città? e nel tuo quartiere?

[ Vedi il Video sul nostro canale YouTube! ]

Perché a quanto pare, non lo sa nessuno! E secondo alcuni si tratterebbe di un numero che si aggira per diverse decine, se non centinaia di defibrillatori fantasma.

Come sappiamo la sanità è gestita a livello regionale e dal decreto interministeriale del 18 marzo 2011 intitolato proprio “Determinazione dei criteri e modalità di diffusione dei DAE”  articolo 2 comma 46 legge 191/2009 G.U. numero 129 del 6 giugno 2011, ha incaricato l’Ares118 di organizzare un’anagrafe dei defibrillatori automatici presenti nel territorio regionale.

E allora perché dico che nessuno sa con certezza quanti e dove sono questi defibrillatori?

Nell’attività di formazione dei corsi BLSD e PBLSD della cse, spesso ci imbattiamo in alcune associazioni, società o condomini che a fine corso ci mostrano il loro DAE e  la luce che lampeggia… ma poi quando controlliamo se funziona, se le placche non sono scadute e chiediamo loro se è stato registrato alla Regione Lazio, il responsabile oppure il soccorritore che in quel momento ha il defibrillatore, ci dice: “registrato dove?”

Giusto per ricordarlo…quando comprate, vi regalano o vi viene donato un defibrillatore oppure ancora, ve lo ritrovate nella struttura in cui state lavorando assicuratevi che sia stato segnalato alle regioni di appartenenza…

Infatti se andate sul sito della vostra Regione (Regione Lazio) trovato una sezione dedicata alla registrazione dei defibrillatori con un semplice modulo che può essere compilato anche online.
Oltre al modulo di registrazione che lo vedete in basso seguendo il link , un secondo modulo è quello dell’intervento che serve per statistica, e che viene compilato dopo l’intervento di soccorso, in modo da avere un registro di quando vengono utilizzati, in che maniera e in che condizioni si trova il paziente una volta che il DAE arriva sul posto (cioè se sta già massaggiando qualcuno oppure no)
Va anche questo inviato alla Regione proprio per capire l’efficacia di questa diffusione.

Ma a cosa serve avere una mappa dei defibrillatori?
Una mappa serve non solo per capire quanti DAE abbiamo e dove sono in modo che la regione, la provincia, la città oppure anche il quartiere decida di integrale questa rete con altri Defibrillatori così per diffonderli il più possibile e in maniera uniforme, per dar modo a tutte le persone di raggiungere un defibrillatore nel più breve tempo possibile.
Questa mappatura, servirà anche per segnalare queste coordinate sulle applicazioni di soccorso esempio come la nostra per la CSE che si chiama “Salvami”, oppure quella dell’AREU112 in cui già adesso si puoi chiamare per il soccorso ma che in un futuro ci saranno segnalati anche i Defibrillatori più vicini secondo la vostra posizione!

Questo servizio che a voi costa 1 minuto del vostro tempo per compilare un semplice foglio, a qualcuno potrebbe salvare tutta la vita!

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

La Settimana di Viva!

E’ iniziata la settimana di Viva!

Ogni anno in Europa 400.000 persone sono colpite da arresto cardiaco improvviso: molte di queste potrebbero essere salvate se chi è loro vicino fosse in grado di soccorrerle tempestivamente con manovre semplici da eseguire.
Per questo che il 14 Giugno del 2012, il Parlamento europero ha invitato tutti gli stati membri ad istituire una intera settimana per la sensibilizzazione sia gli operatori sanitari ma sopratutto i cittadini alla rianimazione cardiopolmonare!

L’IRC (Italian Resuscitation Council) ha da subito accolto l’invito realizzando nel nostro paese “Viva! la settimana della Rianimazione cardiopolmonare”.
Questo progetto, che ricade ogni anno, ha lo scopo di richiamare l’attenzione sull’importanza della rinimazione con feste, manifestazioni pubbliche, iniziative nelle scuole  e nei luoghi pubblici.

L’arresto cardiaco è il più importante problema sanitario in Europa. Se i testimoni di un arresto cardiaco iniziano la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumentano di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata. Nel 70% dei casi l’arresto cardiaco è testimoniato da qualcuno che può iniziare la rianimazione. Tuttavia in Europa la RCP viene iniziata dai testimoni dell’arresto cardiaco soltanto nel 15% dei casi. Se riuscissimo ad aumentare la percentuale dal 15% al 50-60% dei casi potremmo salvare circa 100.000 persone all’anno. In Europa ogni 90 secondi viene rianimato un paziente senza successo.”
– Prof. Bernd BÖTTIGER (ERC, 2013)

Che cos’è l’arresto cardiaco?
L’arresto cardiaco improvviso è la cessazione della circolazione che mantiene in vita le cellule del nostro organismo, in una persona le cui condizioni non lo farebbero prevedere.
Le cause possono essere varie e talvolta sono presenti dei segni premonitori come:

  • 1. Dolore al centro del torace simile ad un mal di stomaco, irradiato alla mandibola, alla gola alle braccia o al dorso;
  • 2. Difficoltà di respirazione;
  • 3. Nausea e vomito;
  • 4. Sudorazione fredda.

In questi casi, è opportuno allertare il 112/118 per permettere una tempestiva valutazione ed evitare che l’arresto cardiaco si verifichi.
Una persona in arresto cardiaco non è cosciente, non risponde se chiamata o scossa e non respira normalmente. È necessario chiamare immediatamente il 112/118, iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare e far cercare un defibrillatore semiautomatico nei dintorni.

Partecipa anche su Facebook Viva!

Per saperne di più: https://www.settimanaviva.it

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

Trovato il giusto rapporto velocità/profondità delle compressioni?

Nell’articolo di Alessio Biondino pubblicato su www.dimensioneinfermiere.it (link articolo) si parla di una ricerca condotta dal dott. Paul Pepe dell’University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, che come scopo aveva, tramite uno studio di coorte, individuare il ritmo e la profondità ideale per la RCP.

La ricerca:

“Optimal Combination of Compression Rate and Depth During Cardiopulmonary Resuscitation for Functionally Favorable Survival”  questo il nome della ricerca, ed è stata pubblicata il 14 agosto 2019 sulla rivista scientifica Jama Cardiology. Dai dati si salterebbe evidenziato che la frequenza di compressione ideale è di 107 compressioni/min e la profondità ottimale sarebbe di 4,7 cm.

Per questa ricerca, sono stati presi come campione un numero totale di 3643 pazienti (64.4% di sesso maschile) con età media di 67,5 anni.

Tutte le vittime, hanno avuto un arresto cardiaco extra-ospedaliero e per avere questi dati, sono stati applicati dei sensori collegati al defibrillatore ed è stato impiegato anche un monitor elettrocardiografico.

Da tutti i dati raccolti si mette in evidenza che rispetto ad altre combinazioni di frequenza e profondità, i valori 4.7 cm e 107 bpm, hanno un tasso di sopravvivenza delle vittime che passa da 4,3% al 6,0%, un bel salto!

Ovviamente tutti i professioni del settore dell’emergenza guarderanno con molto interesse i nuovi studi che seguiranno questa linea, perché se i dati futuri confermeranno questo studio, adattare a queste nuove “misure” significherà salvare moltissime vite.

Pensiamo solo ad un adeguamento dei sistemi di massaggio cardiaco automatici che negli ultimi anni stanno rivoluzionando il soccorso extra-ospedaliero dell’arresto cardiaco.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Ostruzione delle vie aeree sui bambini e lattanti…parliamone!

Ultimamente mi hanno colpito due notizie che ci sono arrivate in redazione…

La 1° è accaduta il 26 Agosto, lungo la A2 del Mediterraneo all’altezza di Sicignano degli Alburni.

Mentre questa famiglia si dirigeva verso sud per le vacanze, in macchina il bambino seduto nei sedili posteriori ha cominciato a soffocare con un pezzo di banana che stava mangiando, subito si sono fermati e e hanno chiamato il 118.

Proprio in quel momento stava passando un vigile del fuoco fuori servizio, che rendendosi conto della situazione si è fermato e ha prestato il soccorso effettuando le manovre di disostruzione salvando il piccolo che ha ripreso a respirare subito dopo aver sputato il pezzo di banana.

La 2° notizia ci arriva da Roma, più precisamente presso la Stazione Termini, dove una bimba di 6 anni stava soffocando mentre stava mangiava un marshmallow.

Stava diventando cianotica mentre i genitori urlavano e chiedevano aiuto per salvare la bimba, quando un cittadino ha prestato il suo soccorso effettuando le pacche ed effettuando la manovra di Heimlich salvando la piccola in extremis.

Il soffocamento da corpo estraneo costituisce una delle principali cause di morte nei bambini di età inferiore ai 3 anni, ma il numero di incidenti rimane alto fino ai 14 anni. In Europa si stima che muoiono circa 500 bambini per soffocamento.

Gli alimenti costituiscono una delle cause principali di soffocamento, dal 60 all’80% dei casi è riconducibile al cibo. Questo ce lo conferma anche il registro Susy Safe, uno dei registri internazionali per la raccolta dei dati sull’incidenza per il soffocamento da corpi estranei.

Nel registro si fa riferimento a tutti i tipi di incidenti, quindi anche quelli con ostruzione parziale delle vie aeree, in cui si vede che il 32% sono imputabili agli ossicini di pollo e lische di pesce, mentre le noccioline sono al 22% e i semi al 16.
Ma quello che a noi interessa sono i casi di incidenti con ostruzione TOTALE delle vie aeree, come uno studio che mette in evidenza come il cibo più pericoloso è la carne, e in special modo gli wurstel, che si associano più spesso ad episodi fatali.
Ovviamente questi episodi sono strettamente legati a caratteristiche di forma e consistenza e dimensioni dell’alimento.

Un dato molto rilevante è che più della metà degli incidenti da corpo estraneo si è verificato sotto la supervisione dell’adulto.
Quindi da qui si evidenziano 2 cose:
La è che gli adulti devono fare più attenzione alla prevenzione sul cibo e sugli oggetti con cui entra in contatto il bambino.
Mentre la è che si evidenzia una scarsa conoscenza di esecuzione delle manovre di disostruzione da parte di tutti i tutori che in quel momento sono con i più piccoli.

Perché i bambini hanno più rischio di soffocare rispetto agli adulti?

Tutte le linee guida sono concordi nell’affermare che la fascia di età da 0 a 4 anni, è la più a rischio per quanto riguarda il soffocamento da corpi estranei.

L’elevata incidenza dei casi è dovuta principalmente a caratteristiche psicofisiologiche del bambino:
Vie aeree di diametro piccolo e a forma conoide (fino alla pubertà)
Scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi (non è innata come i liquidi)
Dentizione incompleta (i molari, che hanno come scopo quello di ridurre il cibo in un bolo liscio, crescono all’incirca dopo i 30 mesi)
Frequenza respiratoria elevata e tendenza a svolgere più attività contemporaneamente (es. Mangiare mentre: corrono, giocano, parlano, guardano la TV, utilizzando di Tablet o Telefoni).

Alimenti pericolosi e Caratteristiche

Gli alimenti che il ministero ha catalogato come pericolosi per i bambini, condividono particolari caratteristiche: forma, consistenza e dimensione.

Dimensioni:
Gli alimenti piccoli come noccioline e semi, rischiano di finire nelle vie respiratorie prima che il bambino riesca a morderli.
Quelli troppo grandi, come pezzi di frutta o verdura cruda, sono difficili da gestire durante la masticazione.

Forma:
Ma le forme più pericolose sono quelle tonde (ciliege e uova) e quella cilindrica (wurstel e carote), perché se aspirati, possono bloccarsi nell’ipofaringe ostruendo completamente il passaggio dell’aerea.

Consistenza:
Le consistenze più pericolose sono:
Dura
Fibrosa (sedano)
Comprimibile (wurstel e marshmallow)
Appiccicosa (burro di arachidi)
Gli alimenti duri e fibrosi sono difficili da masticare per la fisiologica mancanza di denti del bambino.
Gli alimenti comprimibili invece, possono scivolare nelle vie aeree prima che il bambino riesca a morderli e adattarsi adattarsi alla forma dell’ipofaringe (grazie alla loro consistenza) ostruendo il passaggio dell’aria.
Gli alimenti appiccicosi risultando difficili da rimuovere se rimangono bloccati dalle vie aeree, una volta aspirati.

Linee guida per ridurre il rischio di soffocamento a tavola
Ci sono delle linee guida che ci suggeriscono come dare al bambino dei cibi preparati in maniera tale, da minimizzare il rischio di soffocamento.
Per far questo basta adottare delle semplici regole che mirano sopratutto a:
-Modificare la forma (es. tagliare gli alimenti cilindrici a listarelle, quindi da tondi a quadrati).
-Modificare la consistenza (es. eliminare nervature e filamenti, cuocere i cibi fino a quando diventano morbidi)
-Modificare le dimensioni (es. Tagliare in pezzi piccoli o tritare/grattugiare)

Ci sono delle eccezioni che riguardano la frutta a guscio e semi, che le linee di indirizzo li sconsigliano per i bambini fino a 4 anni di età circa, a causa di un elevato rischio di aspirazione a cui si associano, caramelle e gomme da masticare.

Nonostante la revisione di moltissimi studi scientifici porti alla luce differenti iniziative per la prevenzione del soffocamento da cibo, è preoccupante notare che a parte rare accezioni, come Svezia e Stati Uniti, gli altri governi non abbiano intrapreso politiche orientate al controllo e alla prevenzione di questo fenomeno malgrado la sua rilevanza dal punto di vista della salute pubblica.

La CSE come tutte le società scientifiche, continua la sua missione per la diffusione della cultura del primo soccorso, dalle scuole, ai centri estivi, fino alle famiglie, per trasmettere l’importanza de saper fare prevenzione e se serve intervenire con delle manovre pratiche di disostruzione!

Video manovre disostruzione Adulto
Video manovre disostruzione Bambino
Video manovre disostruzione Lattante

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

James torna in Australia grazie ai compagni di squadra!

Questa è una delle notizie per cui ho deciso di creare la playlist “Take an emergency break” sul canale YouTube dell’Associazione CSE

Ogni giorno accendevo la TV e sentivo i titoli dei teleggiornali…”Un altro caso di malasanità”, “Morto per malessere, inutili i soccorsi” o ancora “Bambino morto per un boccone di traverso”….. Ok è importante dare le notizie, ma perché non si parla mai delle persone che sono state salvate, delle tantissime persone che ogni settimana vengono salvate da veri e propri eroi, quasi sempre normalissimi cittadinisci sconosciuti!?

Quello che vedete in foto al centro, con il camice da ospedale, è James Medway, l’atleta autraliano che il 14 agosto mentre si allenava presso il centro sportivo (Ais – Australian Institute of Sport – European Training Centre) lungo il lago di Gavirate, è caduto a terra in arresto cardiaco, ed ora è tornato dalla sua famiglia, in Australia.

James, il 14 Agosto mentre era preso dal suo solito allenamento sportivo, ad un certo punto cade a terra davanti ai propri compagni, che immediatamente allertano il personale della struttura sportiva e chiamano il 118. I ragazzi, che non vogliono stare con le mani in mano, avendo fatto il corso di primo soccorso, chiedono per sicurezza all’operatore del 118 di guidarli nelle manovre, in attesa che arrivi l’ambulanza. L’infermiere di centrale li guida passo passo, dalla valutazione GAS (Guardo Ascolto e Sento) per assicurarsi che il ragazzo sia in arresto cardiaco, al massaggio cardiaco, fino al’utilizzo del DAE della struttura stessa.

Un soccorso andato benissimo, visto che poco dopo che i soccorsi avanzati sono arrrivati, sono riusciti a riprendere i parametri vitali di James e portarlo in codice rosso presso l’Ospedale di Circolo dove è stato poi ricoverato in terapia intensiva.

James Medway ha vinto 2 volte l’argento nei mondiali Under 23 (nel 2013 a Linz, in Austria, e nel 2014 proprio a Varese) e ha fatto parte della nazionale australiana.

Ora è con la sua famiglia con una storia a lieto fine da raccontare!

Questa è solo una delle tante storie di persone salvate dai veri eroi, coloro che decidono di investire poche ore l’anno ad imparare le manovre che un giorno potranno fare la differenza tra la vita e la morte!

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Obbligo Defibrillatori in Aereo? La proposta del Sis 118

Il presidente nazionale del Sis 118 (SOCIETA’ ITALIANA SISTEMA 118 ) Mario Balzanelli, ha inviato una lettera all’Enac (Ente Nazionale dell’Aviazione Civile) chiedendo che si preveda l’obbligo su tutti i voli nazionali ed internazionali: sia di un DAE, sia di personale addestrato al BLSD.

La così detta “Cardioprotezione nei voli aerei”, è stato un tema già discusso in passato da vari enti e associazioni scientifiche, senza però aver riscontrato un gran successo…

Noi della CSE ovviamente, siamo d’accordo con la proposta e appoggiamo in pieno questa lettera, sopratutto dopo alcuni eventi che sono capitati nell’ultimo periodo, come il decesso del turista olandese colpito da Arresto Cardiaco improvviso durante un volo partito da Catania e diretto ad Amsterdam. Il pilota ha effettuato immediatamente un atterraggio di emergenza a Pisa, l’aeroporto più vicino in quel momento, ma purtroppo il turista non si è salvato.

Ricordiamo che se ci troviamo davanti ad una persona colpita da Arresto Cardiaco Improvviso, per impedire o limitare i danni celebrali, si deve intervenire nei primi 3-4 minuti, quindi immediatamente dal momento in cui ci accorgiamo dell’evento, effettuando un massaggio cardiaco e se presente utilizzando un DAE, anche supportati dalla centrale operati che può rimanere con noi al telefono per guidarci sulle manovre che stiamo effettuando.

Ogni anno in Italia più di 50’000 persone sono colpite da un Arresto Cardiaco Improvviso, solo il 3% di esse vengono salvate perché hanno la fortuna di avere accanto una persona in grado di saper fare un BLS. La missione di tutte le società scientifiche è quella di alzare questa percentuale, formando più persone possibili! E questo include anche la formazione del personale negli aerei, nelle navi e in tutti i luoghi dono sono concentrate un bel numero di persone.

Noi sappiamo per esempio, che la nostra compagnia di bandiera, l’Alitalia, ha un regolamento che nei voli Internazionali ha l’obbligo a bordo ad avere un DAE e il personale addestrato al BLSD, ma non basta, la richiesta è appunto di rendere questo obbligo a tutte le compagnie e per tutti i voli, così da ottimizzare al massimo il soccorso fin dai primi minuti.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

66enne salvato grazie ai colleghi guidati dalla C.O.

La vittima, un 66enne residente ad Udine, mentre lavorava in un cantiere nei pressi del centro postale di Moruzzo è caduto a terra in arresto cardiaco.

Immediato è stato il soccorso dei colleghi, che hanno chiamato subito il 118, dove l’operatore, oltre ad allertare l’ambulanza e l’automedica, ha guidato tutte le fasi del soccorso, dalla valutazione al massaggio cardiaco continuo fino all’arrivo dei soccorsi!

Fondamentale è stata la guida ma sopratutto l’intervento dei colleghi della vittima, che applicando subito il massaggio cardiaco, gli hanno salvato la vita!

Trasportato poi in codice rosso presso l’ospedale di Udine!

I colleghi hanno eseguito le manovre di BLS propio come imparato al corso di “Primo Soccorso Aziendale”, eseguito correttamente anche grazie alla guida dell’operatore di C.O.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Turista 40enne salvato ad Ostuni grazie dalla presenza del DAE

Ci troviamo ad Ostuni dove in piazza della Libertà un turista 40enne è caduto a terra in arresto cardiaco.

3 cittadini: Pasquale Semeraro Capo reparto dei vigili del fuoco di Ostuni, Mino Saponaro militare della Guardia costiera e Alessandro D’Ernesto bagnino, hanno assistito alla scena e non hanno esitato 1 solo istante per prestare il loro soccorso! Immediatamente hanno valutato che l’uomo non stava respirando ed hanno iniziato il massaggio cardiaco, mentre 1 di loro è corso a prendere il DAE persente proprio in piazza grazie alla sezione Avis di Ostuni, che lo aveva donato alla città a seguito di un evento di beneficienza, proprio 1 mese prima!

Questo è solo uno dei tanti esempi di come la cultura del primo soccorso e diffusione capillare dei DAE, può cambiare il destino di una persona.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione