Consigliere insulta autista del 118: “Marocchino di m….”

Un autista del 118 di origini nordafricane, da sei anni alla Croce Rossa, è stato insultato dal segretario leghista di Vercelli durante un soccorso: “Marocchino di m…., ti faccio licenziare”. La registrazione è stata consegnata alla Procura. Il consigliere si è poi scusato.

Era un soccorso come tanti altri per R. A., autista del 118 di origini nordafricane che presta servizio alla Croce Rossa da sei anni. Così, la notte tra il 19 e il 20 dicembre, si è presentato a casa di un signore con forti dolori addominali; ma al suo arrivo il figlio della vittima, Giampiero Borzoni, che a Vercelli è segretario della Lega Nord nonché consigliere comunale, lo ha apostrofato con un terribile: Marocchino di m… lascia stare la barella, ti faccio licenziare ed altre offese/minacce del genere.

Il motivo? Oltre al colore della pelle, sembra che il segretario volesse “dirmi come fare perché lui è infermiere”, ha asserito il giovane. “Mio padre aveva forti dolori allo stomaco. Ho solo consigliato una cosa, dal momento che lavoro in sanità da anni. Mi è stato risposto che l’autista aveva la responsabilità dell’ambulanza e quindi comandava lui. A quel punto mi sono arrabbiato” ha dichiarato invece Borzoni.

Fatto sta che l’autista non è neanche potuto entrare in casa, aspettando che il collega (verosimilmente dai tratti somatici diversi) portasse a termine il soccorso. “Quell’uomo non si è nemmeno identificato e io non ho voluto che entrasse in casa perché non mi fidavo del suo operato si è giustificato il rappresentante del Carroccio.

Solo uno scatto d’ira da parte di chi, per ovvi motivi di natura pseudo politica, non sa interagire in maniera diversa con gli stranieri e i loro figli (italiani), giunti nel bel paese? Sembra di no, perché la performance del politico sarebbe poi continuata, a freddo, anche in pronto soccorso.

Esasperato e amareggiato, il soccorritore ha così deciso di presentare una denuncia per ingiurie ai carabinieri, raccontando nel dettaglio quanto accaduto e supportando le sue parole con la registrazione audio degli insulti. La vicenda, raccontata da Repubblica, è finita anche in Procura.

“Avevo mio padre grave, chiedo scusa per aver perso le staffe nella concitazione del momento. Sono frasi dette senza alcun intento razzista. Non c’è razzismo né nell’attività politica della Lega, né a livello personale: prova ne è che la sezione di Vercelli ha tesserati anche di provenienza nordafricana con cui siamo amici” ha concluso il consigliere, provando a contenere in qualche modo la sua straripante figura di “m….”.

Alessio Biondino

Fonte: Repubblica

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