Il bagnino lo salva e torna ad abbracciarlo

Nel 2019 un ragazzo di 19 anni fu colpito da un malore in piscina ed è rimasto sul fondo della vasta fino a che il bagnino del centro “Le Piscine di Guastella” Lorenzo Simonazzi, non è intervenuto per salvarlo!

Dopo che lo ha tirato fuori dall’acqua e allontanato dal bagnato ha iniziato subito le manovre di BLS e attivato il sistema 118/112 di emergenza. Sono intervenuti: Ambulanza, Automedica e Elisoccorso.

Una volta stabilizzato è stato trasportato all’ospedale Maggiore di Parma in condizioni gravissime, ma dopo le cure e la riabilitazione è tornato a ringraziare il suo salvatore.

Intervenire prontamente con le manovre di primo soccorso fa la differenza tra la vita e la morte, lo ricordiamo tutti i giorni! Grazie a voi che siete sul capo, che vi trovate li quando c’è una tragedia che riousciamo a salvare le vite, grazie al vostro primo intervento! Ancora una volta è evidente quanto è importante diffondere la cultura del primo soccorso grazie ai corsi, a più persona possibili.

Aiutaci a diffondere la cultura del primo soccorso!

Fonte: ilrestodelcarlino.it

by Lorenzo Bassetti
Staff CSE

Emergenze sul bambino: nonostante il coronavisurs, quando è necessario NON si può fare a meno della respirazione artificiale. Ecco perché

Come è cambiato il soccorso laico ai tempi del Coronavirus
Come abbiamo visto, le nuove linee guida per il soccorso in caso di emergenza per il cittadino sono variate a seguito dell’emergenza Coronavirus (vedi il video qui per conoscere le nuove tecniche di soccorso per gli adulti). Il vero  ambiamento sta nella respirazione artificiale, che nel caso dell’adulto, laddove non si conosca lo stato di saluto e di possibile infezione della vittima, è sconsigliato procedere alla respirazione artificiale poiché diventa molto rischioso per il soccorritore stesso. Ma questa condizione, con i bambini
cambia radicalmente. Vediamo perché

Le indicazioni su come tentare di salvare la vita ad un bambino
Va sempre ricordato che, canonicamente, nel soccorso di base si considera “bambino” una vittima minore del peso inferiore ai 25 chilogrammi. Questo perché, per una questione di costituzione e struttura, il soccorso ha un ben diverso effetto sulla massa corporale e quindi, in pratica, bisogna stare più attenti.
Ma è anche vero che nei bambini in generale, le cause che portano alla necessità di un intervento tempestivo sono spesso differenti rispetto a quelle di un adulto. Nei bambini l’arresto cardiaco non è di solito causato da un problema cardiaco, ma bensì da un problema respiratorio, quindi le ventilazioni di soccorso rimangono fondamentali per aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza. Anche se effettuare le ventilazioni di soccorso il rischio di trasmissione del virus aumenta sensibilmente, da ambo le parti, va presa in considerazione il fatto che in assenza di un soccorso adeguato, quindi con le ventilazioni, il rischio è molto più basso rispetto alla morte certa del bambino in caso non si intervenga subito con il protocollo PBLS.
Vediamo l’algoritmo raccomandato:

Fase A:
1) Valutare la sicurezza della scena
2) Valutare la coscienza della vittima chiamandola e a distanza e scuotendo la parte inferiore del corpo

Fase B:
1) Valutare il respiro guardando se è presente l’espansione toracica, se necessario avvicinarsi alla vittima.
1) Chiamare il 112 / 118 e seguire le indicazioni dell’operatore
2) Se la vittima non risponde, non respira e non si muove, iniziare con 5 ventilazioni di soccorso

 

Fase C:
1) Se la vittima non risponde, non respira e non si muove, iniziare immediatamente la RCP effettuando 30
compressioni toraciche con frequenza di circa 100 – 120 al minuto e 2 ventilazioni
2) All’arrivo del DAE, accenderlo e seguire le indicazioni.
Continuare questo protocollo fino all’arrivo del soccorso avanzato.
Importante:
– Prestare un soccorso immediato con sole compressioni toraciche e l’utilizzo precoce del DAE aumenta
significativamente le possibilità di ripresa della vittima e non aumenta il rischio di infezione per il soccorritore.
– Se si hanno, indossare il primo possibile i dispositivi di protezione individuale (DPI), specialmente una
mascherina con filtro per le ventilazioni.

Una bella notizia che ci arriva da Taranto!

Un ragazzo 17enne, mentre aveva iniziato una corsa di riscaldamento durante l’ora di educazione fisica presso la scuola Liss Paciotti, cade a terra in aresto cardiaco.

Subito i compagni spaventati chiamano il professore che corra dal ragazzo a terra e una volta valutato che non si muove e che non respirava più, fa chiamare il 118 e inizia immediatamente il massaggio cardiaco.

Il professore continua per 9 minuti il massaggio cardiaco prima dell’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica, che continuano con il soccorso avanzato.
Dopo aver scaricato con il Defibrillatore e stabilizzato il ragazzo, hanno poi provveduto al trasporto in ospedale in codice rosso!

Mario Balzanelli direttore della Centrale Operativa 118 di Taranto ha commentato:
“L’insegnamento del Primo Soccorso nella scuola salva la vita. Quello che è accaduto a Taranto è di straordinaria importanza perché ci da ragione: imparare a scuola il Primo Soccorso significa ridurre le morti evitabili”

La CSE si unisce a questo appelle e come sempre continuano i nostri progetti per operare nelle scuole, per formare docenti ed alunni sulle manovre salva vita!

Aiutaci a diffondere la cultura del Primo Soccorso! Aiutaci a salvare Vite!

Defibrillatori fantasma!

Ehi, Sai quanti defibrillatori ci sono in Italia? e nella tua regione? è nella tua città? e nel tuo quartiere?

[ Vedi il Video sul nostro canale YouTube! ]

Perché a quanto pare, non lo sa nessuno! E secondo alcuni si tratterebbe di un numero che si aggira per diverse decine, se non centinaia di defibrillatori fantasma.

Come sappiamo la sanità è gestita a livello regionale e dal decreto interministeriale del 18 marzo 2011 intitolato proprio “Determinazione dei criteri e modalità di diffusione dei DAE”  articolo 2 comma 46 legge 191/2009 G.U. numero 129 del 6 giugno 2011, ha incaricato l’Ares118 di organizzare un’anagrafe dei defibrillatori automatici presenti nel territorio regionale.

E allora perché dico che nessuno sa con certezza quanti e dove sono questi defibrillatori?

Nell’attività di formazione dei corsi BLSD e PBLSD della cse, spesso ci imbattiamo in alcune associazioni, società o condomini che a fine corso ci mostrano il loro DAE e  la luce che lampeggia… ma poi quando controlliamo se funziona, se le placche non sono scadute e chiediamo loro se è stato registrato alla Regione Lazio, il responsabile oppure il soccorritore che in quel momento ha il defibrillatore, ci dice: “registrato dove?”

Giusto per ricordarlo…quando comprate, vi regalano o vi viene donato un defibrillatore oppure ancora, ve lo ritrovate nella struttura in cui state lavorando assicuratevi che sia stato segnalato alle regioni di appartenenza…

Infatti se andate sul sito della vostra Regione (Regione Lazio) trovato una sezione dedicata alla registrazione dei defibrillatori con un semplice modulo che può essere compilato anche online.
Oltre al modulo di registrazione che lo vedete in basso seguendo il link , un secondo modulo è quello dell’intervento che serve per statistica, e che viene compilato dopo l’intervento di soccorso, in modo da avere un registro di quando vengono utilizzati, in che maniera e in che condizioni si trova il paziente una volta che il DAE arriva sul posto (cioè se sta già massaggiando qualcuno oppure no)
Va anche questo inviato alla Regione proprio per capire l’efficacia di questa diffusione.

Ma a cosa serve avere una mappa dei defibrillatori?
Una mappa serve non solo per capire quanti DAE abbiamo e dove sono in modo che la regione, la provincia, la città oppure anche il quartiere decida di integrale questa rete con altri Defibrillatori così per diffonderli il più possibile e in maniera uniforme, per dar modo a tutte le persone di raggiungere un defibrillatore nel più breve tempo possibile.
Questa mappatura, servirà anche per segnalare queste coordinate sulle applicazioni di soccorso esempio come la nostra per la CSE che si chiama “Salvami”, oppure quella dell’AREU112 in cui già adesso si puoi chiamare per il soccorso ma che in un futuro ci saranno segnalati anche i Defibrillatori più vicini secondo la vostra posizione!

Questo servizio che a voi costa 1 minuto del vostro tempo per compilare un semplice foglio, a qualcuno potrebbe salvare tutta la vita!

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

CSE Formazione: il nuovo sito

Il sito della CSE Formazione si arricchisce di una nuova grafica e di nuove funzionalità. Puoi visionarlo al solito indirizzo  www.cseformazione.com

Oltre a nuovi corsi FAD si è arricchito di un nuovo Blog dedicato alle notizie di cronaca, alle nuove leggi e nuovi articoli scientifici!

Qui puoi trovare il nostro BLOG

Abbiamo cambiato ed aggiunto nuovi Gadget, come le nuove magliette o mascherine!

Ovviamente il sito CSE è sempre in evoluzione, quindi siamo aperti a suggerimenti e commenti. Facci sapere la tua opinione!

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Francia, donano defibrillatore durante torneo di rugby, poco dopo lo usano e salvano una vita

Un’altra storia a lieto fine, stavolta raccontata da La Gazzetta dello Sport, che sottolinea la grande importanza della pronta disponibilità di defibrillatori nei luoghi pubblici e negli impianti sportivi: a Dax, in Francia, sabato scorso è stata salvata un’altra vita da parte di chi era addestrato a farlo.

Il presidio (uno dei 130 defibrillatori distribuiti nel territorio del Comitato Costa basca-Landes), che era stato appena donato dall’associazione “Au Coeur des Jumeaux” durante l’annuale torneo Old, era stato appena tolto dall’imballaggio e uno dei volontari stava proprio spiegando il suo funzionamento quando un 57enne, che si stava effettuando le fasi di riscaldamento prima di una partita, è stramazzato al suolo. Perdita di coscienza. Arresto cardiaco.

Philippe Richaud, questo il suo nome, veterano del Tyrosse, è stato portato subito negli spogliatoi e uno dei primi a soccorrerlo è stato Sébastien Dassé, soccorritore di professione, che con l’aiuto di un ex vigile del fuoco gli ha praticato il massaggio cardiaco. È stato presto portato il nuovo defibrillatore e alla terza scarica il cuore impazzito dell’uomo ha finalmente ripreso a pulsare in modo corretto. Tanto che il giocatore attempato ha anche ripreso conoscenza.

Richaud resterà qualche giorno in ospedale prima di tornare a casa, ma… È salvo. Queste sono state le parole, commosse, del presidente dell’associazione che aveva appena fornito il defibrillatore, Jean-Michel Campistron: “Questa storia mi ha preso allo stomaco, ho pianto, tanto che mi sono sentito incapace di fare qualsiasi cosa nel momento decisivo. Quando succedono queste cose capiamo l’utilità di ciò che facciamo da sette anni”.

Alessio Biondino

 

Udine, arresto cardiaco in fabbrica: salvato dai colleghi in contatto telefonico col 118

Malore in fabbrica, stamattina, giovedì 29 marzo. È accaduto nella Bipan Spa di Bicinicco (Udine), dove un operaio 45enne è stato colto da arresto cardiaco improvviso durante il turno di lavoro e si è accasciato al suolo.

Come riportato da Il Gazzettino, l’uomo è stato immediatamente soccorso da due suoi colleghi, che hanno allertato il 118 (la richiesta  arrivata alle ore 04:20) e, intanto che ambulanza e auto medica si dirigevano a sirene spiegate verso di loro, hanno eseguito alla lettera le precise istruzioni che arrivavano dall’operatrice telefonica, una infermiera della centrale operativa Sores di Palmanova.

I due hanno così seguito le manovre di rianimazione cardiopolmonare fino all’arrivo dei mezzi di soccorso, i cui operatori hanno poi continuato con successo le manovre avanzate di rianimazione. Fortunatamente l’operaio si è ripreso, è stato stabilizzato sul posto e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Udine.

Alessio Biondino

Piacenza, osserva come si effettuano le manovre salvavita e dopo 2 giorni salva il marito in arresto cardiaco

Piacenza, impara ad usare il DAE e dopo 2 giorni salva il marito in arresto cardiaco

Aveva partecipato, in data 24 marzo, ad un evento incentrato sulle tre manovre salvavita, sulla guida al soccorso con le istruzioni prima dell’arrivo dei soccorsi e sulla liberalizzazione dell’uso del defibrillatore. E due giorni dopo, il 26, come riportato da Il Piacenza, gli è capitato di salvare la vita al proprio marito 62enne colpito da un arresto cardiaco.

Dopo il malore dell’uomo, la signora ha subito allertato il 118 e l’operatore l’ha guidata passo dopo passo, ricordandole le manovre salvavita osservate e apprese qualche giorno prima. Intanto sono state inviate presso la loro abitazione un mezzo di soccorso e una volante della Polizia (attraverso il codice blu) che si trovava nelle vicinanze. Il defibrillatore, l’unica “arma” imprescindibile in questi momenti, è arrivato presto insieme alle forze dell’ordine e, alla prima scarica, ha fatto ripartire il cuore impazzito della vittima.

Queste sono state le parole di Daniela Aschieri, presidente di Progetto Vita che ha organizzato l’evento formativo a cui la donna ha partecipato: Quanto è stato fatto oggi, dalla signora, è stato determinante e ha dato una chance al marito. Questa donna ha detto di aver visto come si allerta il 118 e come si usa un Dae durante il nostro evento aperto a tutti, ideato proprio per sdoganare ulteriormente il defibrillatore. Tutti i passaggi hanno funzionato: la signora, senza avere fatto corsi specifici, guidata dal 118 ha iniziato il massaggio cardiaco e nel giro di pochi minuti un Dae è arrivato al capezzale dell’uomo grazie alla volante. Una volta ancora, è stata dimostrata l’utilità del sistema Progetto Vita e 118 a Piacenza”.

Ora, il sessantaduenne è in miglioramento e si trova ricoverato in rianimazione presso l’ospedale di Piacenza.

Alessio Biondino

Ambulanza prende una buca, paziente cade dalla lettiga e si ferisce

Che le buche sul manto stradale, a volte delle vere e proprie voragini, siano molto pericolose (non solo per i pneumatici e le sospensioni delle auto) è un dato di fatto. Ne sanno qualcosa i motociclisti, che quando a Roma e nel Lazio escono di casa al mattino per recarsi al lavoro rischiano di non tornare più a casa.

E ne sa qualcosa anche una paziente 58enne che, qualche giorno fa, come riportato da Il Messaggero, ha dovuto rendersi conto delle condizioni delle strade laziali sulla propria pelle, proprio mentre veniva trasportata all’ospedale Fiorini di Terracina: in via Sant’Anastasia un importante dislivello del manto stradale ha fatto sobbalzare il mezzo di soccorso, tanto da causare la caduta della donna dalla lettiga. A causa del forte scossone la signora ha riportato una ferita alla fronte, poi suturata presso il pronto soccorso di Terracina.

Secondo i suoi familiari, però, che stanno valutando la possibilità di sporgere denuncia, al di là delle strade/colabrodo cui ormai i cittadini di Roma e del Lazio sono abituati, a causare l’infortunio della donna sarebbe stata la negligenza dei soccorritori che non avrebbero assicurato a dovere la signora alla lettiga.

Alessio Biondino

L’appello dei cardiologi italiani: cambiamo la legge sui defibrillatori!

In caso di arresto cardiaco, come sanno bene tutti gli addetti ai lavori, il fattore tempo riveste un’importanza fondamentale. È per questo motivo che oggi, in molti luoghi pubblici, vi è la presenza di questi presidi salva vita che però… Non sono utilizzabili proprio da tutti: secondo la legge italiana, solo le persone abilitate all’uso e in possesso di uno specifico certificato (Blsd, acronimo di Basic Life Support and Defibrillation), possono usare i Dae.

Una “limitazione” che, secondo i cardiologi riuniti dal congresso Acute Cardiovascular Care 2018 dell’European Society of Cardiology, andrebbe tolta in quanto alquanto controproducente: a causa di questo “permesso” all’utilizzo, infatti, la quantità di vite che potrebbero essere salvate è drasticamente ridotta. Secondo uno studio del Policlinico San Matteo di Pavia (presentato durante il congresso), infatti, oggi i Dae sono ancora troppo poco utilizzati e il problema si potrebbe risolvere permettendone l’utilizzo a tutti i cittadini, anche in mancanza di un training specifico.

I dati parlano chiaro: consultando il Registro degli Arresti Cardiaci della Provincia di Pavia ed esaminando i dati da ottobre 2014 a marzo 2017, è emerso che nei pazienti vittime di arresto cardiaco in presenza di astanti il Dae è stato utilizzato solo nel 6,4% dei casi. Mentre negli USA, dove tutti possono utilizzare il defibrillatore, il tasso di utilizzo prima dell’arrivo dell’ambulanza è intorno al 15-20%.

E provare a far ripartire il muscolo cardiaco impazzito prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso, è a dir poco fondamentale: il tasso di sopravvivenza dei pazienti assistiti con il Dae prima dell’arrivo di un’ambulanza è infatti risultato assai più alto (60%) rispetto a quello dei pazienti soccorsi unicamente all’arrivo dell’ambulanza (24%). Perché, lo ricordiamo, in caso di blackout del cuore per ogni minuto che passa si perde il 10% di possibilità di salvare la persona; e calcolando che il tempo medio di arrivo dell’ambulanza, in tutta l’Europa, è di circa 10 minuti… si capisce subito come spesso i soccorsi arrivino troppo tardi.

L’autore della ricerca, Enrico Baldi, medico specializzando in Cardiologia presso l’Università di Pavia e il Policlinico San Matteo di Pavia, ha spiegato come i Dae guidino “l’operatore con delle chiare e semplici istruzioni vocali” e decidano “da soli se la scarica elettrica è utile o meno, permettendo di erogarla solamente se necessaria. Non è possibile in alcun modo forzare l’apparecchio e sbagliare la manovra, e quindi chi li usa è esonerato da qualsiasi possibile responsabilità medica”.

Una estrema semplicità di utilizzo, quindi, che giustifica le leggi in vigore in altri paesi europei come Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna dove il Dae può essere utilizzato da chiunque. “La legge italiana andrebbe modificata per consentire a tutti i cittadini di utilizzare un Dae indipendentemente dal fatto che siano stati formati” ha dichiarato Baldi.

Alessio Biondino

Fonte: Repubblica