Una storia nata da amore e passione per l’aiuto del prossimo e la diffusione delle manovre salvavita, scritta da Christian Manzi in collaborazione con Patrizia Pistoia e illustrata attraverso fumetti da Matteo Marzocco si propone, in questi tempi così bui, di insegnare in modo semplice e divertente ad aiutare il prossimo anche ai più piccoli.
“Ho provato a raccontare con una favola il lavoro che faccio tutti i giorni, ovvero cercare di salvare la vita alla gente da una ambulanza. Lo faccio insieme ai colleghi e molti di loro si riuniscono nella mia associazione, la CSE Formazione e Salute. E abbiamo avuto l’idea di scrivere e disegnare una favola che spieghi quanto è bello prendersi cura di sé stessi e degli altri e poter essere pronti a salvare una vita al momento giusto”.
Poche ma profonde parole sono quelle dell’infermiere pontino per descrivere la sua passione e quella dei suoi colleghi per questo lavoro di lotta contro la morte e contro il tempo.
Con lo scoppio della pandemia da Covid-19 questo libro è diventato un ulteriore aiuto per gli altri in quanto il 50% del ricavato di ogni libro sarà devoluto per l’emergenza sanitaria.
Di seguito vi riportiamo i contatti e le modalità per acquistare una copia del fumetto che potrete regalare ai vostri amici, figli, nipoti o a voi stessi … perché non c’è nulla di più bello che regalare la conoscenza necessaria a salvare una vita.
ASSOZIAZIONE CSE VIA O. ROSAI, SNC 04100 LATINA, numero di telefono: 339174 2584
Intestazione: ASSOCIAZIONE CSE
Iban: IT05N0873814700000000030329

Feste e Covid-19 nuovo decreto

 

 

 

 

 

Dal 4 dicembre al 15 gennaio 2021 vigerà il decreto firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte in data 3 dicembre 2020. In questo articolo vedremo in dettaglio i provvedimenti e le regole da rispettare.

Innanzitutto dobbiamo tener conto che resteranno invariate le diversificazioni delle restrizioni nelle tre aree: gialla, arancione e rossa, corrispondenti ai differenti livelli di criticità delle Regioni del Paese. La scelta di questo sistema mira a non penalizzare la totalità del paese sia dal punto di vista economico sia da quello sociale.

Al fine di evitare un numero troppo alto di contagi  per il periodo festivo 2020 2021 il Dpcm ha introdotto ulteriori restrizioni anche nelle aree gialle.

Per quanto concerne gli spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti tra Regioni diverse e da/per le Province autonome di Trento e Bolzano, anche per raggiungere le seconde case. Ricordiamo che sarà sempre consentito il rientro nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità o periodicità per permettere il ricongiungimento di coppie che convivono con una certa frequenza nella medesima abitazione o dei figli con famiglia divorziata.

Il 25 e 26 dicembre e 1 gennaio saranno vietati  anche gli spostamenti tra Comuni. Resta in vigore il divieto di spostarsi dalle ore 22 alle ore 5 di mattina esteso fino alle 7 per la giornata del 31 dicembre .
Naturalmente spostamenti per esigenze lavorative, necessità o per motivi di salute saranno consentiti anche durante il coprifuoco.

Rientri dall’estero

Per chi si troverà all’estero per turismo tra il 21 dicembre e 6 gennaio, al rientro dovrà obbligatoriamente osservare un periodo in quarantena, che sarà prevista inoltre per i turisti stranieri in arrivo in Italia nello stesso periodo e per chi entrerà in Italia dal 7 al 15 gennaio, avendo soggiornato o transitato in altri Paesi, per turismo, tra il 21 dicembre e il 6 gennaio.

Impianti sciistici e crociere

Gli impianti  per sciatori amatoriali saranno chiusi dal 4 dicembre e fino al 6 gennaio mentre dal 21 dicembre al 6 gennaio sono sospese tutte le crociere in partenza, scalo o arrivo in porti italiani.

Scuola
Dal 7 gennaio ricomincerà la didattica in presenza al 100% per elementari e medie e al 75% nelle scuole superiori di secondo grado.

Ristorazione

Nelle regioni gialle bar ristoranti e pizzerie resteranno aperti (anche nei giorni festivi) con le seguenti restrizioni: ilconsumo al tavolo è concesso dalle ore 5 alle ore 18. Ogni tavolo potrà ospitare al massimo 4 persone . Dopo le 18 sarà vietato consumare cibo e bevande nei locali o per strada. Sarà invece consentito dalle ore 18 alle ore 22 l’asporto, mentre la consegna a domicilio resterà sempre possibile.
Nelle aree arancione e rossa le attività di ristorazione sono aperte dalle ore 5 alle ore 22 solo per l’asporto, mentre la consegna a domicilio è sempre consentita.

Alberghi
Gli alberghi rimarranno aperti in tutta Italia ad eccezione del 31 sera durante il quale  non sarà possibile organizzare veglioni e cene, di conseguenza i ristoranti dei degli alberghi chiuderanno alle 18 e dopo quell’ora sarà possibile solo il servizio in camera.

Negozi e centri commerciali
I negozi potranno rimanere aperti fino alle ore 21 dal 4 dicembre al 6 gennaio. Dal 4 dicembre al 15 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi, nei centri e parchi commerciali saranno aperti solo alimentari, farmacie e parafarmacie.

 

Per ulteriori informazioni vi invitiamo calorosamente a consultare i canali ufficiali come quelli dell’ Oms e del governo

 

Fonte: www.governo.it

Covid-19 e test salivare. Quanto è efficace rispetto agli altri test?

 

Un indagine condotta dai ricercatori dell’istituto Spallanzani  ed in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, lo University College di Londra e la società biomedicale DiaSorin, ha recentemente confermato che il test salivare può essere considerato una  valida alternativa al tampone naso-faringeo per la diagnosi di Covid-19.

 

Lo studio, realizzato nell’arco di diversi mesi sul numero più grande di pazienti e di campioni finora analizzato al mondo mirava a determinare il comportamento dei campioni di saliva in termini di sensibilità nell’identificazione del virus nel corso dell’infezione.

I risultati hanno quindi  dimostrato che la saliva è un campione altrettanto valido rispetto al tampone naso-faringeo e al lavaggio bronco-alveolare.

Ma quali sono i vantaggi che offre quest’innovazione?

La minore invasività è certamente uno tra i più significativi: raccogliere un campione salivare è più facile e meno fastidioso rispetto al tampone naso-faringeo e, a maggior ragione, rispetto al lavaggio bronco-alveolare. Nel corso delle ricerche sono stati analizzati 337 campioni salivari di 164 pazienti ricoverati che sono successivamente stati messi a confronto con altrettanti tamponi naso-faringei riscontrando così un elevatissimo grado di concordanza fra risultati.

Un altro vantaggio è rappresentato dal tempo di ottenimento dei risultati, infatti con questo nuovo test i tempi sono stati accorciati da 1/2 giorni a poche ore.

Questo studio ha fornito la base scientifica per l’applicazione ad un progetto della Regione Lazio, volto allo screening nelle scuole.  Dalla raccolta di un unico campione salivare, che viene dapprima analizzato con un test antigenico, in caso di positività, lo stesso campione salivare viene analizzato con il test rapido molecolare per la conferma della positività, con un percorso che si conclude nel giro di poche ore e rende possibile la tempestiva adozione di misure  di contenimento.

 

Fonte: www.nursetimes.org

Cosa sono i Coronavirus?

 

COSA SONO I CORONAVIRUS?

I coronavirus sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie dal comune raffreddore a sindromi respiratorie più gravi come la MERS e la SARS. Questi virus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli). Raramente evolvendosi infettano l’uomo. Ma facciamo un passo indietro, da cosa deriva il loro nome? I coronavirus sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.

Da alcuni identificati nella prima metà degli anni Sessanta ad alcuni identificati nel nuovo millennio, ad oggi i coronavirus conosciuti sono sette e di seguito riportati.

1 – 229E (coronavirus alpha)
2 – NL63 (coronavirus alpha)
3 – OC43 (coronavirus beta)
4 – HKU1 (coronavirus beta)
5 – MERS-CoV (il coronavirus beta che causa la Middle East respiratory syndrome)
6 – SARS-CoV (il coronavirus beta che causa la Severe acute respiratory syndrome)
7 – L’ultimo virus identificato e sicuramente più diffuso è il SARS-CoV-2 (responsabile del COVID-19)

Il 9 gennaio 2020 l’OMS ha dichiarato che le autorità sanitarie cinesi avevano individuato un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell’uomo. Inizialmente chiamato 2019-nCoV è oggi noto in tutto il mondo come SARS-CoV-2. Il virus è stato associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan (Cina centrale). Poche settimane dopo l’OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus sarebbe stata chiamata COVID-19.

Fonte: EpiCentro ISS

 

 

 

 

Il bagnino lo salva e torna ad abbracciarlo

Nel 2019 un ragazzo di 19 anni fu colpito da un malore in piscina ed è rimasto sul fondo della vasta fino a che il bagnino del centro “Le Piscine di Guastella” Lorenzo Simonazzi, non è intervenuto per salvarlo!

Dopo che lo ha tirato fuori dall’acqua e allontanato dal bagnato ha iniziato subito le manovre di BLS e attivato il sistema 118/112 di emergenza. Sono intervenuti: Ambulanza, Automedica e Elisoccorso.

Una volta stabilizzato è stato trasportato all’ospedale Maggiore di Parma in condizioni gravissime, ma dopo le cure e la riabilitazione è tornato a ringraziare il suo salvatore.

Intervenire prontamente con le manovre di primo soccorso fa la differenza tra la vita e la morte, lo ricordiamo tutti i giorni! Grazie a voi che siete sul capo, che vi trovate li quando c’è una tragedia che riousciamo a salvare le vite, grazie al vostro primo intervento! Ancora una volta è evidente quanto è importante diffondere la cultura del primo soccorso grazie ai corsi, a più persona possibili.

Aiutaci a diffondere la cultura del primo soccorso!

Fonte: ilrestodelcarlino.it

by Lorenzo Bassetti
Staff CSE

Emergenze sul bambino: nonostante il coronavisurs, quando è necessario NON si può fare a meno della respirazione artificiale. Ecco perché

Come è cambiato il soccorso laico ai tempi del Coronavirus
Come abbiamo visto, le nuove linee guida per il soccorso in caso di emergenza per il cittadino sono variate a seguito dell’emergenza Coronavirus (vedi il video qui per conoscere le nuove tecniche di soccorso per gli adulti). Il vero  ambiamento sta nella respirazione artificiale, che nel caso dell’adulto, laddove non si conosca lo stato di saluto e di possibile infezione della vittima, è sconsigliato procedere alla respirazione artificiale poiché diventa molto rischioso per il soccorritore stesso. Ma questa condizione, con i bambini
cambia radicalmente. Vediamo perché

Le indicazioni su come tentare di salvare la vita ad un bambino
Va sempre ricordato che, canonicamente, nel soccorso di base si considera “bambino” una vittima minore del peso inferiore ai 25 chilogrammi. Questo perché, per una questione di costituzione e struttura, il soccorso ha un ben diverso effetto sulla massa corporale e quindi, in pratica, bisogna stare più attenti.
Ma è anche vero che nei bambini in generale, le cause che portano alla necessità di un intervento tempestivo sono spesso differenti rispetto a quelle di un adulto. Nei bambini l’arresto cardiaco non è di solito causato da un problema cardiaco, ma bensì da un problema respiratorio, quindi le ventilazioni di soccorso rimangono fondamentali per aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza. Anche se effettuare le ventilazioni di soccorso il rischio di trasmissione del virus aumenta sensibilmente, da ambo le parti, va presa in considerazione il fatto che in assenza di un soccorso adeguato, quindi con le ventilazioni, il rischio è molto più basso rispetto alla morte certa del bambino in caso non si intervenga subito con il protocollo PBLS.
Vediamo l’algoritmo raccomandato:

Fase A:
1) Valutare la sicurezza della scena
2) Valutare la coscienza della vittima chiamandola e a distanza e scuotendo la parte inferiore del corpo

Fase B:
1) Valutare il respiro guardando se è presente l’espansione toracica, se necessario avvicinarsi alla vittima.
1) Chiamare il 112 / 118 e seguire le indicazioni dell’operatore
2) Se la vittima non risponde, non respira e non si muove, iniziare con 5 ventilazioni di soccorso

 

Fase C:
1) Se la vittima non risponde, non respira e non si muove, iniziare immediatamente la RCP effettuando 30
compressioni toraciche con frequenza di circa 100 – 120 al minuto e 2 ventilazioni
2) All’arrivo del DAE, accenderlo e seguire le indicazioni.
Continuare questo protocollo fino all’arrivo del soccorso avanzato.
Importante:
– Prestare un soccorso immediato con sole compressioni toraciche e l’utilizzo precoce del DAE aumenta
significativamente le possibilità di ripresa della vittima e non aumenta il rischio di infezione per il soccorritore.
– Se si hanno, indossare il primo possibile i dispositivi di protezione individuale (DPI), specialmente una
mascherina con filtro per le ventilazioni.

Una bella notizia che ci arriva da Taranto!

Un ragazzo 17enne, mentre aveva iniziato una corsa di riscaldamento durante l’ora di educazione fisica presso la scuola Liss Paciotti, cade a terra in aresto cardiaco.

Subito i compagni spaventati chiamano il professore che corra dal ragazzo a terra e una volta valutato che non si muove e che non respirava più, fa chiamare il 118 e inizia immediatamente il massaggio cardiaco.

Il professore continua per 9 minuti il massaggio cardiaco prima dell’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica, che continuano con il soccorso avanzato.
Dopo aver scaricato con il Defibrillatore e stabilizzato il ragazzo, hanno poi provveduto al trasporto in ospedale in codice rosso!

Mario Balzanelli direttore della Centrale Operativa 118 di Taranto ha commentato:
“L’insegnamento del Primo Soccorso nella scuola salva la vita. Quello che è accaduto a Taranto è di straordinaria importanza perché ci da ragione: imparare a scuola il Primo Soccorso significa ridurre le morti evitabili”

La CSE si unisce a questo appelle e come sempre continuano i nostri progetti per operare nelle scuole, per formare docenti ed alunni sulle manovre salva vita!

Aiutaci a diffondere la cultura del Primo Soccorso! Aiutaci a salvare Vite!

Defibrillatori fantasma!

Ehi, Sai quanti defibrillatori ci sono in Italia? e nella tua regione? è nella tua città? e nel tuo quartiere?

[ Vedi il Video sul nostro canale YouTube! ]

Perché a quanto pare, non lo sa nessuno! E secondo alcuni si tratterebbe di un numero che si aggira per diverse decine, se non centinaia di defibrillatori fantasma.

Come sappiamo la sanità è gestita a livello regionale e dal decreto interministeriale del 18 marzo 2011 intitolato proprio “Determinazione dei criteri e modalità di diffusione dei DAE”  articolo 2 comma 46 legge 191/2009 G.U. numero 129 del 6 giugno 2011, ha incaricato l’Ares118 di organizzare un’anagrafe dei defibrillatori automatici presenti nel territorio regionale.

E allora perché dico che nessuno sa con certezza quanti e dove sono questi defibrillatori?

Nell’attività di formazione dei corsi BLSD e PBLSD della cse, spesso ci imbattiamo in alcune associazioni, società o condomini che a fine corso ci mostrano il loro DAE e  la luce che lampeggia… ma poi quando controlliamo se funziona, se le placche non sono scadute e chiediamo loro se è stato registrato alla Regione Lazio, il responsabile oppure il soccorritore che in quel momento ha il defibrillatore, ci dice: “registrato dove?”

Giusto per ricordarlo…quando comprate, vi regalano o vi viene donato un defibrillatore oppure ancora, ve lo ritrovate nella struttura in cui state lavorando assicuratevi che sia stato segnalato alle regioni di appartenenza…

Infatti se andate sul sito della vostra Regione (Regione Lazio) trovato una sezione dedicata alla registrazione dei defibrillatori con un semplice modulo che può essere compilato anche online.
Oltre al modulo di registrazione che lo vedete in basso seguendo il link , un secondo modulo è quello dell’intervento che serve per statistica, e che viene compilato dopo l’intervento di soccorso, in modo da avere un registro di quando vengono utilizzati, in che maniera e in che condizioni si trova il paziente una volta che il DAE arriva sul posto (cioè se sta già massaggiando qualcuno oppure no)
Va anche questo inviato alla Regione proprio per capire l’efficacia di questa diffusione.

Ma a cosa serve avere una mappa dei defibrillatori?
Una mappa serve non solo per capire quanti DAE abbiamo e dove sono in modo che la regione, la provincia, la città oppure anche il quartiere decida di integrale questa rete con altri Defibrillatori così per diffonderli il più possibile e in maniera uniforme, per dar modo a tutte le persone di raggiungere un defibrillatore nel più breve tempo possibile.
Questa mappatura, servirà anche per segnalare queste coordinate sulle applicazioni di soccorso esempio come la nostra per la CSE che si chiama “Salvami”, oppure quella dell’AREU112 in cui già adesso si puoi chiamare per il soccorso ma che in un futuro ci saranno segnalati anche i Defibrillatori più vicini secondo la vostra posizione!

Questo servizio che a voi costa 1 minuto del vostro tempo per compilare un semplice foglio, a qualcuno potrebbe salvare tutta la vita!

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

CSE Formazione: il nuovo sito

Il sito della CSE Formazione si arricchisce di una nuova grafica e di nuove funzionalità. Puoi visionarlo al solito indirizzo  www.cseformazione.com

Oltre a nuovi corsi FAD si è arricchito di un nuovo Blog dedicato alle notizie di cronaca, alle nuove leggi e nuovi articoli scientifici!

Qui puoi trovare il nostro BLOG

Abbiamo cambiato ed aggiunto nuovi Gadget, come le nuove magliette o mascherine!

Ovviamente il sito CSE è sempre in evoluzione, quindi siamo aperti a suggerimenti e commenti. Facci sapere la tua opinione!

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Francia, donano defibrillatore durante torneo di rugby, poco dopo lo usano e salvano una vita

Un’altra storia a lieto fine, stavolta raccontata da La Gazzetta dello Sport, che sottolinea la grande importanza della pronta disponibilità di defibrillatori nei luoghi pubblici e negli impianti sportivi: a Dax, in Francia, sabato scorso è stata salvata un’altra vita da parte di chi era addestrato a farlo.

Il presidio (uno dei 130 defibrillatori distribuiti nel territorio del Comitato Costa basca-Landes), che era stato appena donato dall’associazione “Au Coeur des Jumeaux” durante l’annuale torneo Old, era stato appena tolto dall’imballaggio e uno dei volontari stava proprio spiegando il suo funzionamento quando un 57enne, che si stava effettuando le fasi di riscaldamento prima di una partita, è stramazzato al suolo. Perdita di coscienza. Arresto cardiaco.

Philippe Richaud, questo il suo nome, veterano del Tyrosse, è stato portato subito negli spogliatoi e uno dei primi a soccorrerlo è stato Sébastien Dassé, soccorritore di professione, che con l’aiuto di un ex vigile del fuoco gli ha praticato il massaggio cardiaco. È stato presto portato il nuovo defibrillatore e alla terza scarica il cuore impazzito dell’uomo ha finalmente ripreso a pulsare in modo corretto. Tanto che il giocatore attempato ha anche ripreso conoscenza.

Richaud resterà qualche giorno in ospedale prima di tornare a casa, ma… È salvo. Queste sono state le parole, commosse, del presidente dell’associazione che aveva appena fornito il defibrillatore, Jean-Michel Campistron: “Questa storia mi ha preso allo stomaco, ho pianto, tanto che mi sono sentito incapace di fare qualsiasi cosa nel momento decisivo. Quando succedono queste cose capiamo l’utilità di ciò che facciamo da sette anni”.

Alessio Biondino