Il bagnino lo salva e torna ad abbracciarlo

Nel 2019 un ragazzo di 19 anni fu colpito da un malore in piscina ed è rimasto sul fondo della vasta fino a che il bagnino del centro “Le Piscine di Guastella” Lorenzo Simonazzi, non è intervenuto per salvarlo!

Dopo che lo ha tirato fuori dall’acqua e allontanato dal bagnato ha iniziato subito le manovre di BLS e attivato il sistema 118/112 di emergenza. Sono intervenuti: Ambulanza, Automedica e Elisoccorso.

Una volta stabilizzato è stato trasportato all’ospedale Maggiore di Parma in condizioni gravissime, ma dopo le cure e la riabilitazione è tornato a ringraziare il suo salvatore.

Intervenire prontamente con le manovre di primo soccorso fa la differenza tra la vita e la morte, lo ricordiamo tutti i giorni! Grazie a voi che siete sul capo, che vi trovate li quando c’è una tragedia che riousciamo a salvare le vite, grazie al vostro primo intervento! Ancora una volta è evidente quanto è importante diffondere la cultura del primo soccorso grazie ai corsi, a più persona possibili.

Aiutaci a diffondere la cultura del primo soccorso!

Fonte: ilrestodelcarlino.it

by Lorenzo Bassetti
Staff CSE

Una favola per imparare ad essere un soccorritore e aiutare il prossimo in tempi di crisi

L’idea di Christian Manzi, un infermiere pontino specializzato nel salvare le vite in ambulanza:  “con questa favola ho voluto trasmettere la mia voglia di far stare meglio la gente e l’importanza  di prendersi cura di sé stesso e degli altri”

Ho provato a raccontare con una favola il lavoro che faccio tutti i giorni, ovvero cercare di salvare la vita alla gente da una ambulanza. Lo faccio insieme ai colleghi e molti di loro si riuniscono nella mia associazione, la CSE Formazione e Salute. E abbiamo avuto l’idea di scrivere e disegnare una favola che spieghi quanto è bello prendersi cura di sé stessi e degli altri e poter essere pronti a salvare una vita al momento giusto”.

Queste le parole di Christian Manzi, infermiere soccorritore pontino che da quasi un ventennio opera nella difficilissima prima fila del soccorso in ambulanza di tutto il Lazio. Un soccorritore “creativo” che nel tempo libero racconta, sempre con il sorriso, le caratteristiche più importanti del suo lavoro. Lo aveva fatto già nel 2016, quando insieme ad altri (Cosentino e Abruzzese) ha scritto e girato “INNO AI RAGAZZI DEL 118” e anche recentemente, insieme a colleghi di tutta Italia, con un video di buona pasqua dei soccorritori pubblicato su Facebook.

Abbiamo pensato a questo progetto mesi fa, ma quando è arrivato il Covid-2019, abbiamo subito pensato che poteva diventare un modo per aiutare il prossimo, così abbiamo deciso di donare il 50% del ricavato di questo progetto all’aiuto diretto delle famiglie in difficoltà per via dell’emergenza economica scatenata dal virus e il restante 50% lo reinvestiremo in un allargamento del progetto, per poter aumentare il suo raggio di azione e poter aiutare più persone”.

Ecco i contatti e le modalità per acquistare una copia del fumetto o per altre donazioni

ASSOZIAZIONE CSE VIA O. ROSAI, SNC 04100 LATINA,
numero di telefono:  339 1742584

Intestazione: ASSOCIAZIONE CSE
Iban: IT05N0873814700000000030329

Paypall: paypal.me/associazionecse

Emergenze sul bambino: nonostante il coronavisurs, quando è necessario NON si può fare a meno della respirazione artificiale. Ecco perché

Come è cambiato il soccorso laico ai tempi del Coronavirus
Come abbiamo visto, le nuove linee guida per il soccorso in caso di emergenza per il cittadino sono variate a seguito dell’emergenza Coronavirus (vedi il video qui per conoscere le nuove tecniche di soccorso per gli adulti). Il vero  ambiamento sta nella respirazione artificiale, che nel caso dell’adulto, laddove non si conosca lo stato di saluto e di possibile infezione della vittima, è sconsigliato procedere alla respirazione artificiale poiché diventa molto rischioso per il soccorritore stesso. Ma questa condizione, con i bambini
cambia radicalmente. Vediamo perché

Le indicazioni su come tentare di salvare la vita ad un bambino
Va sempre ricordato che, canonicamente, nel soccorso di base si considera “bambino” una vittima minore del peso inferiore ai 25 chilogrammi. Questo perché, per una questione di costituzione e struttura, il soccorso ha un ben diverso effetto sulla massa corporale e quindi, in pratica, bisogna stare più attenti.
Ma è anche vero che nei bambini in generale, le cause che portano alla necessità di un intervento tempestivo sono spesso differenti rispetto a quelle di un adulto. Nei bambini l’arresto cardiaco non è di solito causato da un problema cardiaco, ma bensì da un problema respiratorio, quindi le ventilazioni di soccorso rimangono fondamentali per aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza. Anche se effettuare le ventilazioni di soccorso il rischio di trasmissione del virus aumenta sensibilmente, da ambo le parti, va presa in considerazione il fatto che in assenza di un soccorso adeguato, quindi con le ventilazioni, il rischio è molto più basso rispetto alla morte certa del bambino in caso non si intervenga subito con il protocollo PBLS.
Vediamo l’algoritmo raccomandato:

Fase A:
1) Valutare la sicurezza della scena
2) Valutare la coscienza della vittima chiamandola e a distanza e scuotendo la parte inferiore del corpo

Fase B:
1) Valutare il respiro guardando se è presente l’espansione toracica, se necessario avvicinarsi alla vittima.
1) Chiamare il 112 / 118 e seguire le indicazioni dell’operatore
2) Se la vittima non risponde, non respira e non si muove, iniziare con 5 ventilazioni di soccorso

 

Fase C:
1) Se la vittima non risponde, non respira e non si muove, iniziare immediatamente la RCP effettuando 30
compressioni toraciche con frequenza di circa 100 – 120 al minuto e 2 ventilazioni
2) All’arrivo del DAE, accenderlo e seguire le indicazioni.
Continuare questo protocollo fino all’arrivo del soccorso avanzato.
Importante:
– Prestare un soccorso immediato con sole compressioni toraciche e l’utilizzo precoce del DAE aumenta
significativamente le possibilità di ripresa della vittima e non aumenta il rischio di infezione per il soccorritore.
– Se si hanno, indossare il primo possibile i dispositivi di protezione individuale (DPI), specialmente una
mascherina con filtro per le ventilazioni.

Rischio malattie durante il bocca a bocca??

Durante i corsi di BLSD-PBLSD, quando si arriva a parlare delle ventilazioni bocca a bocca, si spiega come effettuare questa procedura in maniera efficace e si aggiunge velocemente un commento sulla possibilità di trasmissione di malattie, da vittima a soccorritore e viceversa…

In linea teorica, gli agenti infettivi che possono essere trasmessi nella ventilazione bocca a bocca sono molti. Tuttavia sono stati finora solo casi isolati di infezione e trasmessa durante la RCP come:
Salmonella infantis, Staphylococcus aureus, Helicobacter pulori, TBC cutanea, Virus dell’erpes simplex, meningococco e poche altre.
Ancora più rari sono stati i casi di Stomatite, Tracheite e Insufficienza respiratoria acuta e grave (SARS).

Come ci capita spesso nei corsi, il soccorritore medico ha paura principalmente riguardo la trasmissione del virus HIV.
Anche se non possiamo dare una garanzia in merito, finora non è stato riferito alcun caso di infezione contratta in questo modo, cioè di tipo occasionale e non sessuale.

Infatti, i pazienti con HIV-Pos, non hanno mai trasmesso l’infezione baciando altre persone.

La seconda domanda riguarda epatite B e C.
Come per l’HIV, anche qui non è mai stata segnalata una trasmessione del virus della due epatiti.

Una delle preoccupazioni che ci sentiamo segnalare è la possibilità di contrarre la tubercolosi, patologia riemergente in questi ultimi anni, anche se tale patologia richiede un contatto ravvicinato e prolungato con la persona infetta.

Per evitare il contatto con la vittima e quindi per proteggersi da:
Vomito, Saliva, Sangue e scambio gassoso, il soccorritore può utilizzare uno dei dispositivi di barriera disponibili.

Questi dispositivi di barriera, sono disponibili a poco prezzo su internet, farmacie e sanitarie, si possono trovare anche eventualmente nelle cassette di primo soccorso, e sono:
– Maschere portachiavi
– Pocket Mask

Tutti e due i dispositivi sono costituiti da una barriera di materiale plastico che impedisce il passaggio di liquidi biologici e da una valvola unidirezionale.

Ricordo che in tutti i casi questi dispositivi, vanno applicati solo se prontamente disponibili, perché una volta iniziata la RCP, la priorità rimane alle compressioni a discapito delle ventilazioni.

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Fonte: Libro Urgenze ed Emergenze (piccin)

Lorenzo
Staff CSE

Da A-B-C a C-A-B in USA dal 2010 ad oggi

Oggi parliamo un po’ di storia… e da come siamo passati dalla sequenza “A-B-C” alla sequenza “C-A-B” specialmente in USA.

{Premessa: Ogni 5 anni le comunità scientifiche più importanti si riuniscono per analizzare e discutere le evidenze scientifiche e quindi se modificare o no il protocollo di soccorso e renderlo ancora più efficace.}

Come sappiamo, prima del 2005 la sequenza di BLS per le vittime di qualsiasi tipo di emergenza, senza distinzione prevedevano la sequenza A – B – C.

Airway → Apertura delle vie aeree

Breathing → Le ventilazioni di soccorso

Circulation → Compressioni toraciche

{Ah…l’insieme di comunità scientifiche che si riuniscono è chiamato ILCOR}

Nell’anno 2005 l’ILCOR evidenziò l’importanza di iniziare immediatamente le compressioni toraciche in caso di Arresto Cardiaco nella vittima adulta, fatta eccezionale per arresti cardiaci dovuti ad asfissia che invece si privilegiano le ventilazioni.

{Dopo queste evidenze discusse all’ILCOR vediamo ora come si sono comportate due grandi società scientifiche: l’European Resuscitation Council e L’American Heart Association}

Per quanto riguarda ERC, dal 2005 ha modificato la sequenza per adulto in A- C – B ed aumentare le compressioni da 15 a 30 alternate a 2 ventilazioni.

Nei successivi 5 anni non si sono evidenziati ne significativi miglioramenti delle percentuali di sopravvivenza e/o out come correlabili all’introduzione di queste modifiche, ne elementi peggiorativi tali da suggerire un ritorno al vecchio protocollo.

Dopo il 2010 e 2015 infatti si è confermato sia il protocollo A → C → B, sia il protocollo 30:2 e l’unica enfatizzazione si ha sulla RCP di alta qualità.

L’American Heart Association nel 2005 si è uniformata sono parzialmente alle linee guida europee, introducendo il rapporto 30:2 ma lasciando invariata la sequenza A → B → C, a partire dal 2010 ha abbracciato totalmente la raccomandazione dell’ILCOR: dopo aver rilevato che la vittima è incosciente e non respira o boccheggia, senza effettuare l’apertura delle vie aeree e la manovra del GAS, bisogna iniziare immediatamente la RCP con 30 compressioni toraciche; all’apertura delle vie aeree si provvede successivamente, al momento delle ventilazioni di soccorso. La sequenza nelle linee guida dell’AHA si è trasformata dunque in C → A → B, e non soltanto per la RCP dell’adulto, ma anche per la RCP di bambini e lattanti. Quest’ultimo aspetto ha scatenato un acceso dibattito fra gli esperti di rianimazione pediatrica, ma alla fine, sulla base dell’osservazione che la maggioranza delle vittime di arresto cardiaco pediatrico non riceve alcuna RCP, è prevalsa la preferenza per una strategia in grado di aumentare la probabilità di intervento da parte dei testimoni.
La nuova sequenza, in teoria, dovrebbe solo ritardare le respirazioni di soccorso di circa 18 secondi, cioè il tempo necessario per praticare le prime 30 compressioni.

Questo è solo uno degli aspetti relativi al protocollo BLS… seguiremo con interesse l’evoluzione del protocollo dopo i prossimi incontri del 2020 e vi terremo aggiornati!

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Fonte: Libro Urgenze ed Emergenze (piccin)

Lorenzo
Staff CSE

Come valutare il polso nel BLS?

Vediamo una persona a terra, valutiamo la sicurezza, lo chiamiamo, ma non risponde, avvertiamo il 118 (112 NUE), controlliamo che le vie aeree sono pervie ed allora effettuiamo la manovra GASP (GAS per i non sanitari)
G: Guardo l’espansione del torace
A: Ascolto rumori respiratori
S: Sento il respiro sulla guancia
P: Palpo il polso carotideo

Ma come si esegue correttamente la palpazione del polso carotideo?
Il soccorritore professionista cerca il polso carotideo mantenendo l’estensione della testa della vittima con una mano sulla fronte e localizzando con l’altra la parte più prominente della cartillagine tiroidea (pomo d’Adamo); mette le punte di indice e medio sull’asse sagittale di questa struttura e poi le fa scorrere lateralmente per circa 3cm sul lato del collo più vicino, fino a raggiungere l’incavo fra il pomo d’Adamo e la muscolatura.
Esercitando una leggera pressione con i polpastrelli, in non più di 10 secondi cerca di valutare se il polso è presente o no.

I polsi periferici possono essere non rilevabili alla palpazione, pur con polso carotideo presente, se c’è vasocostrizione. In generale, la pressione sistolica è almeno 70-80 mmHg quando è palpabile il polso radiale, circa 60mmHg quando non è apprezzabile il polso radiale ma si sente quello femorale, è circa 50mmHg se alla palpazione si percepisce solo il polso carotideo.

La valutazione del polso carotideo è richiesta solo al personale sanitario, in caso di valutazione durante il BLS.

Per i non sanitari, l’errore di sentire il proprio polso delle dita oppure in generale di fare una valutazione non corretta è troppo alto, quindi è richiesta una valutazione con il GAS con il  MO-TO-RE
MOvimento TOsse o REspiro, in caso di assenza di tutti e 3 questi fattori, il soccorritore provvede a chiamare il numero di emergeza sanitaria e iniziare immediatamente la RCP.

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Fonte: Libro Urgenze ed Emergenze (piccin)

Lorenzo
Staff CSE

Apertura delle vie aeree

Iperestenzione della testa:
E’ l’unica manovra di apertura delle vie aeree raccomandata ai soccorritori laici.

Come si esegue l’iperestenzione?
Si pone una mano sulla fronte della vittima e si applica con il palmo una pressione delicata, ma ferma verso il basso, tenendo liberi l’inidice ed il pollice, per poter chiudere il naso in cui si voglia effettuare la ventilazione bocca-a-bocca. Allo stesso tempo, con la punta di 2-3 dita dell’altra mano si solleva il mento.
La bocca deve restare semiaperta; a tal fine può essere necessario spostare il labbro inferiore con il pollice della mano sul mento.

Se si sospetta una lesione vertebrale cervicale post-traumatica, poiché ogni movimento del midollo spinale, i soccorritori professionisti devono evitare questa manovra e ricorrere, se necessario, alla sublussazione della mandibola con apertura della bocca. I soccorritori laici devono effettuare comunque l’estensione della testa anche in presenza di trauma vertebrale.
Va comunque sempre tenuto ben presente che il mantenimento della pervietà delle vie aeree ha la precedenza assoluta anche sul trauma cervicale e pertanto anche i professionisti dovranno ricorrere all’estensione della testa se con la sublussazione della mandibola non sono riusciti ad aprire le vie aeree.

Sublussazione della mandibola
Nei pazienti con sospetto trauma cervicale la manovra più sicura per aprire le vie aeree è sublussazione della mandibola associata all’apertura della bocca. Ma anche indipendentemente della presenza di lesioni cervicali, in circa il 20% dei pazienti in coma l’estensione della testa da sola non è sufficiente ad aprire le vie aeree. Oltre a sublussare la mandibola, con i pollici bisogna retrarre il labbro inferiore in modo da tenere aperta la bocca. La sublussazione della mandibola è utile anche per valutare il livello di conoscienza: il paziente che non ha alcuna risposta di difesa a questa manovra è sicuramente in coma.

Come si esegue la Sublussazione?
Il soccorritore si mette dietro la testa della vittima e uncina bilateralmente il ramo ascendente della mandibola, davanti ai lobi auricolari, usando le dite delle due mani dall’indice al mignolo (o dall’indice anulare) e spinge energicamente verso l’alto e in avanti, spostando la mandibola in modo che l’arcata dentaria inferiore venga a trovarsi davanti a quella superiore. Contemporaneamente retrae il labbro inferiore con i pollici in modo che la bocca rimanga aperta. Non deve afferrare la parte orizzontale della manovra perché così invece chiuderebbe la bocca

Per effettuare la manovra il soccorritore deve assumere una posizione comoda, immobilizzando la testa della vittima con gli avambracci e ponendosi dietro il capo del paziente. Si tratta indubbiamente di una manovra tecnicamente complessa che viene considerata come parte dell’addestramento solo dei soccorritori esperti.

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Fonte: Libro Urgenze ed Emergenze (piccin)

Lorenzo
Staff CSE

Casi particolari, la posizione durante la RCP

Tutti noi sappiamo la posizione corretta per la RCP, ma ci sono alcune situazioni che possono mettere in difficoltà i soccorritori se non addestrati ad alcune varianti… vediamole insieme:

Nel caso in cui sia necessario effettuare la RCP su una donna in gravidanza avanzata (terzo trimestre), per evitare la coplressione aorto-cavale da parte dell’utero in posizione supina, la vittima va mantenuta con fianco destro sollevato di 15-30% mediante cuscini, coperte ripiegate o cuneo di Cardiff, oppure un soccorritore deve spostare manualmente l’utero verso sinistra. Lo spostamento dell’utero con una o due mani è da preferirsi all’inclinazione del corpo, non sempre facilmente e prontamente realizzabile se non quando la donna giace su un letto operatorio basculante. In tal caso, anche se l’angolo ottimale d’inchiesta è sconosciuto (tra 15 e 30 gradi), un’inclinazione di piccola entità è meglio di nessuna inclinazione, a condizione che consenta l’effettuazione di compressioni toraciche di buona qualità e, quando necessario, del taglio cesareo.

La posizione  del corpo di una vittima può essere obbligata dell’Inclinazione del terreno su cui si effettua il primo soccorso (come nel caso di un annegato tratto a terra su una riva pendente): in tal caso la RCP va effettuata tenendo la vittima con la testa più bassa rispetto ai piedi per favorire il ritorno venoso al torace.

Negli spazi ristretti, se un rapido spostamento della vittima non è realizzabile, va considerata la possibilità di eseguire la RCP adattando la posizione dei soccorritori. In caso di accesso difficile alla vittima che precluda la RCP con tecnica convenzionale, il singolo soccorritore può effettuare la “RCP sopra la testa” (over-the-head CPR) inginocchiandosi alla testa della vittima ed effettuando da questa posizione le compressioni toraciche e le ventilazioni con presidi di minima. Se i soccorritori sono due, uno si posiziona alla testa per tenere aperte le vie aeree e ventilare, mentre l’altro esegue le compressioni toraciche stando a cavalcioni della vittima.
La over-the-head CPR può essere l’unico modo per effettuare il BLSD durante un volo aereo, nel corridoio, partendo dal presupposto che la presenza di un DAE e dell’equipaggiamento adeguato per la RCP dovrebbe essere obbligatoria su tutti i voli commerciali del modo, incluse le compagnie low cost.

La CSE sostiene la proposta dalla SIS 118 che chiede l’obbligo del DAE e del personale addestrato non solo sui voli internazionali, come già è, ma anche e sopratutto su quelli nazionali.

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Lorenzo
Staff CSE

Errori di comunicazione? Conosci il metodo SBAR?

Uno degli errori più frequenti nei dipartimenti di emergenza-urgenza, sono proprio gli errori di comunicazione e i passaggi di consegna.

Io SBAR è un metodo di conunicazione che permette un passaggio di consegne conciso, veloce e allo stesso tempo completo ed ordinato, riducendo le incomprensioni, la trasmissione di informazioni incomplete e le perdite di tempo.

Pensate che inizialmente era stato adottato nei sottomarini nucleari USA per impartire rapidamente ed efficentemente istruzioni nella catena di comando.
Provata l’efficacia, questo metodo poi si è diffuso in altri ambiti militari fino al campo industriale.
In ambito sanitario, lo SBAR è stato applicato per la prima volta alla fine degli anni 90 negli ospedali americani.

L’OMS ha dato ampio risalto a questo metodo, inserendolo dal 2009 a pieno titolo tra i “Communication Tools” per standardizzare tutti i passaggi di informazioni in qualunque  fase del percorso terapeutico in qualsiasi contesto sanitario, e per garantire in tal modo la sicurezza dei pazienti.

L’acronimo SBAR:
S – Situation (situazione): identificazione del paziente e rapido inquadramento della situazione.
B – Background (contesto): rapida panoramica sull’anamnesi del paziente, le terapie, gli interventi e dati clinici più rilevanti.
A – Assessmant (Valutazione): parametri vitali, segni, sintomi, presidi usati e farmaci somministrati.
R – Recommendation (raccomandazione/richiesta): tutto ciò che deve essere fatto o che si richiede.

E’ intuitivo come questo metodo in ambito sanitario sia particolarmente utile in situazioni d’emergenza nel momento in cui gli operatori sanitari si comunicano in tempi ristretti gli eventi rilevanti e i dati per pianificare l’assistenza e il passaggio delle informazioni costituisce una fase molto delicata e soggetta ed errori od omissioni che possono portare ed eventuali avversi anche gravi.

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Lorenzo
Staff CSE

Una bella notizia che ci arriva da Taranto!

Un ragazzo 17enne, mentre aveva iniziato una corsa di riscaldamento durante l’ora di educazione fisica presso la scuola Liss Paciotti, cade a terra in aresto cardiaco.

Subito i compagni spaventati chiamano il professore che corra dal ragazzo a terra e una volta valutato che non si muove e che non respirava più, fa chiamare il 118 e inizia immediatamente il massaggio cardiaco.

Il professore continua per 9 minuti il massaggio cardiaco prima dell’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica, che continuano con il soccorso avanzato.
Dopo aver scaricato con il Defibrillatore e stabilizzato il ragazzo, hanno poi provveduto al trasporto in ospedale in codice rosso!

Mario Balzanelli direttore della Centrale Operativa 118 di Taranto ha commentato:
“L’insegnamento del Primo Soccorso nella scuola salva la vita. Quello che è accaduto a Taranto è di straordinaria importanza perché ci da ragione: imparare a scuola il Primo Soccorso significa ridurre le morti evitabili”

La CSE si unisce a questo appelle e come sempre continuano i nostri progetti per operare nelle scuole, per formare docenti ed alunni sulle manovre salva vita!

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